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mercoledì 16 dicembre 2020

SHE NEEDED A HERO SO THAT’S WHAT SHE BECAME

 Nel negozio in cui sto lavorando Natale inizia a Novembre e già da metà Gennaio è tutto pronto per San Valentino. In mezzo ai lucchetti rosa e alle rose rosse, fra i marshmallow a forma di cuore e i guanti per fare in modo che le coppie si tengano per mano nonostante il freddo, non si sono dimenticati neppure del carnevale alle porte del mese di Febbraio. Le orecchie da topolino o la parrucca da frutto? Ardua impresa scegliere il giusto accessorio da sfoggiare nel vortice di coriandoli lanciati in piazza. Le mamme, in preda all’ansia da costume più delle figlie, spesso mi chiedono come sia possibile che vi sia così poca scelta per le bambine, mentre per i bambini vi siano papillon, cravattine e cappelli da cowboy.

Nessuno lo vede. Nessuno, tranne me. Troneggia su un’intera fila, sopra ai cerchietti con il cappellino da fata rosa, lui. Probabilmente è il costume perfetto per una piccola me che si è sempre travestita da pagliaccetto o fatina (rigorosamente turchina): il costume da supereroe. Lo faccio notare, è bellissimo. Cintura, maschera e polsini, tutti decorati con saette. Rosato e rosso intenso l’uno, celeste e blu l’altra variante. Lo propongo, estasiata, come quasi dovessi indossarlo io. Ma no, non va bene. Sorrisi stizziti e occhi fuori dalle orbite, talvolta un “ma è da supereroe, è da maschietti”. Qui le voglio, le care mamme.


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dicembre 16, 2020 / by / 0 Comments

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