Ella fu. Ma è ancora oggi. Ed è cambiata

Appena uscito il numero di Novembre di CulturArte, io sono già qui a condividere con voi la mia parte di articolo ( ho deciso di non pubblicare sul blog la seconda parte, più particolareggiata, perchè non è opera mia)! 

Potete comunque leggere la versione integrale a quattro mani dell'articolo trovando il giornale cartaceo in giro nei vari dipartimenti se frequentate anche voi l'Università di Roma Tre, altrimenti presto potrete leggere questo e gli altri articoli ( arte, politica, sport, musica) grazie alla versione online! 

Per avere ulteriori informazioni sull'iniziativa potete cliccare qui

Nell'articolo che segue descrivo uno dei musei che amo di più, quello di Roma in Trastevere. Pochi giorni fa ho, invece, descritto le mostre che sta ospitando fino a metà di questo mese, quella fotografica sulle periferie romane e quella pittorica di Valeriano Ciai.




Scorci romani dal 1880 ad oggi

Ci passiamo ogni fine settimana per mangiare pizze dai gusti sfiziosi o farci una bevuta in compagnia, ma pochi sanno che nel cuore di Trastevere, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria in Trastevere, in piazza Sant’Egidio, è presente il Museo di Roma in Trastevere. Questo piccolo spazio dedicato all’arte e poco conosciuto, oltre ad ospitare numerose mostre fotografiche e non, conserva uno spaccato romano vivido e pittoresco.

Inoltre, essendo uno dei Musei in Comune, ovvero facendo parte del sistema museale romano, oltre ad essere sede di proposte didattiche e educative, offre ai cittadini residenti a Roma la possibilità di visita gratuita la prima domenica di ogni mese  e in altre particolari occasioni dell’anno.

La struttura, un piccolo edificio rosso mattone con un cortile esterno illuminato dal verde di un prato, al suo interno comprende la cosiddetta Stanza di Trilussa, nella quale sono conservati alcuni degli oggetti personali del grande poeta romano.

Il percorso nella collezione permanente del museo, che si apre con la collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz ed è intervallato da scene tipiche romane ( l’osteria, la farmacia) riprodotte con fantocci ad altezza naturale, si conclude con una cartina che riproduce la città a metà Ottocento e uno schermo touch screen dal quale è possibile confrontare le opere del pittore dalle origini tedesche con fotografie scattate nello stesso periodo storico e nelle stesse zone: un breve viaggio virtuale per scoprire come era la nostra città attraverso gli occhi di un artista, ma anche attraverso una lente fotografica.


Molti dei soggetti dipinti e raffigurati, però, sono presenti ancora oggi nonostante siano cambiati, erosi dal tempo e dalla storia.
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Diamo vita ai ricordi!

Piccole foto per grandi momenti...




Dare vita ai proprio ricordi è così semplice. Basta un click e tramonti, selfie, bagni al mare, scorci cittadini e espressioni divertenti e divertite restano salvate nella nostra memoria e in quella dei nostri smartphone.



Eppure esiste un modo ancora migliore per non lasciare che gli attimi che viviamo possano cadere nel dimenticatoio. Uno di questi è affidarsi a Cheerz.

Che sia tramite il sito o tramite l'applicazione ( disponibile sia per IOS che per Android), Cheerz si occupa di stampare le foto che vengono inviate nella modalità che più ci piace, dai fotolibri alle calamite, dai segnalibri alle polaroid. Ed è proprio in stile polaroid che ho deciso di far stampare le mie foto, venticinque in tutto, bellissime e nitide, ad esclusione di una che raffigura la macchinetta del caffè dall'alto e che già una volta eseguito l'upload delle foto, prima di far partire l'ordine, risultava con una risoluzione non abbastanza adeguata per la perfezione.

Perfezione che, invece, si manifesta nelle altre: colori brillanti e chiari per attimi felici e luminosi.



Le foto, arrivate come previsto fra il 2 e il 4 Novembre, sono giunte in un pacchettino azzurro con piccoli loghi di Cheerz ripetuti più volte sovrastati da una piccola specie di etichetta ( mi viene da pensare che possa essere anche una fantastica idea regalo!) all'interno del quale, oltre alle 25 stampe formato polaroid, vi erano anche altre due stampe ( una raccoglieva in una dolcissima composizione a forma di cuore tutti i soggetti stampati, mentre l'altra contiene il codice promo di cui vi parlerò fra qualche riga), due quadratini di cartoncino con delle immagini in cui vengono consigliati un paio di account di Instagram e un terzo quadratino sul quale l'azienda mi ha ringraziato per la collaborazione.


Se ami le polaroid...
Amerai anche Cheerz


A parte la fantastica composizione suggeritami dal sito, le stampe in stile polaroid possono essere utilizzate come tocco vintage su nuovi album di foto o come panni stesi nel mio caso: ogni volta che mi troverò alla scrivania ad organizzare giornate piene di impegni o studio intenso, basterà ripensare ai bei momenti trascorsi e incastonati in quelle cornici bianche per farmi tornare il sorriso! 

Se sei curioso e vuoi provare anche tu a stampare le tue foto con Cheerz, ti consiglio ti inserire il codice BEATOS per avere 5€ di sconto sul tuo primo acquisto ( con un ordine di almeno 10€)!

NB: Naturalmente la macchina fotografica polaroid presente nelle foto è un oggetto che prescinde dal trattamento e dal servizio di Cheerz: è una vecchia reliquia di famiglia! 


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Segni e Memorie, Valeriano Ciai

Termina oggi la mostra sulle opere di Valeriano Ciai, pittore romano nato nel 1928 e morto nel 2013.

Le trenta opere ospitate, fra le quali possiamo osservare molti nudi, figure di donne, combinazioni particolari di colori, figure e forme che presto lo portano ad abbandonare il realismo, sono state realizzate fra il 1958 e il 2010.

Da I Nudi, presentati a Firenze nel 1962 che, a colpo d'occhio mi hanno immediatamente rimandato alla memoria Egon Schiele che è il mio artista preferito, sino alle opere dipinte basandosi, più che sull'osservazione diretta, sulla memoria, sugli scorci urbani e ciò che si vede guardando verso il Tevere.


La Roma odierna è, per me, di disagio. Lo stesso, d'altra parte, che traspare evidente dalla mia pittura. Che è tutta un intreccio di linee. Che non ammette, neppure per gli alberi, colori diversi da quelli calcinati, tutti improntti a tonalità alte e fredde. 
Da E se Roma


L'artista stesso descrive i suoi ultimi lavori come un intreccio di linee. Per gusto personale mi trovo ad ammettere che, a parte rare combinazioni di colore particolarmente interessanti, già a partire dalla seconda sala, il mio interesse nei confronti delle opere è calato drasticamente.

Se all'inizio i nudi mi ricordavano artisti che amo e, anche nei casi in cui risultavano essere più originali, mi emozionavo a guardare queste figure scoperte, a volte irraggiungibile perchè girate di spalle, altre vulnerabili e crude, viste da davanti, ad eccezione di Attesa e Cammino, l'una particolarmente coinvolgente e strepitante in cui vi sono due uomini di spalle, uno seduto, ad aspettare chissà cosa, l'altra in cui colori sui toni del viola e del rosa si mescolano per dare forma a due corpi, maschile uno e femminile l'altro, che si abbracciano, non sono stata particolarmente affscinata dalle tele.

Linee verticali e orizzontali, intrecciate come la tela da punto croce di qualche aspirante sarta con abbinamenti di colori talvolta forzati. 

Nonostante ciò consiglio di andare a vedere questa mostra: oggi termina, si trova nel meraviglioso Museo di Roma in Trastevere ed inoltre, essendo oggi la prima domenica del mese, potrete godere di tutta l'arte del museo gratuitamente se siete romani. 





                                               

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Dillo con i muri

Prima di farvi leggere le mie impressione sull'ormai STRAconclusa mostra su Banksy tenutasi a Palazzo Cipolla la scorsa estate, specifico in questa breve premessa che il testo che segue oltre ad essere un post per il blog, è un articolo di CulturArte,  il periodico universitario di Roma Tre. Per tanti altri articoli, il numero di Ottobre sarà presto disponibile online, intanto vi invito a seguire i nostri social:

Instagram: culturarte.it
Facebook: CulturArte
Twitter: CulturArte_it






A rinfrescare la calda estate romana appena trascorsa sono state proposte innumerevoli mostre nella capitale: da quella su Alphonse Mucha o Barbie al Vittoriano, quella sulla scultura buddhista alle Scuderie del Quirinale, fino ad arrivare a quella fotografica Affinchè tutti lo sappiano di Hernandez Salazar al più piccolo, ma non meno importante, museo di Roma in Trastevere.
L’esposizione che, però, ha riscosso maggiore successo, soprattutto fra giovani e giovanissimi, è senza dubbio quella con le opere di Banksy, War Capitalism & Liberty,  che si è tenuta a Palazzo Cipolla, in Via del Corso dal 24 Maggio al 4 Settembre.
Il creatore della Baloon Girl e del Flower Thrower, considerato oggi fra i massimi esponenti della Street Art su scala globale, viene presentato con un artista urbano dotato di umorismo e umanità.
Le opere, poco più di un centinaio, sono esposte divise in settori. Fra quelle affini alla guerra, al capitalismo e alla libertà che, come suggerisce il nome della mostra, rappresentano il numero maggiore delle opere, troviamo spesso delle connessioni: basti pensare all’opera provocatoria in cui Ronald McDonald e Mickey Mouse camminano tenendo per mano una bambina nuda e terrorizzata. La piccola, protagonista di una foto scattata nel 1972 dopo un bombardamento al napalm di un villaggio vietnamita che sconvolse il mondo, assume oggi una nuova fama, spogliata, oltre che dei vestiti, di tutta la serenità infantile. Due dei volti più amati dai bambini, simboli dei marchi più famosi del globo, divengono figure portatrici di guerra che negano la libertà.
Abbiamo trovato anche sale dedicate alle collaborazioni, alla raffigurazione di scimmie e a quella dei topi. E sono proprio i topi gli animali glorificati nelle sue opere, poiché, come afferma esistono senza permesso, pur essendo odiati, braccati e perseguitati e divengono il modello di tutti coloro che si sentono sporchi, insignificanti e non amati.
Diverse opere, in realtà, rappresentano gli stessi soggetti: non a caso, la tecnica che più utilizza è lo stencil, grazie al quale è possibile realizzare murales rapidamente.

Di Banksy, di cui nulla si sa, se non che abbia vissuto a Bristol, sono state descritte e narrate alcune esperienze in ordine cronologico: fra le tante opere, un pannello con sfondo blu ha reso conosciuti gli aneddoti  dell’artista e opinioni che il mondo esterno ha su di lui. Dalla prima casa d’aste che nel 2007 ha messo in vendita sette lavori di Banksy, la Sotheby’s, giudicandolo come l’artista di più immediata crescita che nessuno abbia mai visto in tutti i tempi, all’opera installata contro la compagnia petrolifera British Petroil che raffigura un delfino impigliato in una rete intento a saltare su un bidone da cui esce del grezzo, fino ai fotomontaggi delle copertine del cd di Paris Hilton in cui il volto dell’ereditiera veniva sostituito dal muso di un cane: che sia urbana, plastica o digitale, le parole chiavi di questo artista risultano davvero essere satira e polemica.



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#adayinitaly

È possibile visitare tutta l’Italia in un solo giorno?
È quello che vuole provare a fare la mostra #ADAYINITALY, che dal 3 Settembre al 13 Novembre mette in mostra nelle Sale del Bramante a Piazza del Popolo alcuni scatti raffiguranti il bel Paese caricati su Instagram da alcuni dei più famosi e seguiti account del social.


A journey through the lens of Instagram è infatti il sottotitolo della mostra,nella quale, oltre ai paesaggi e ai monumenti più rappresentativi, sono ritratti anche le abitudini, i cibi e gli oggetti che hanno fatto la nostra storia: un viaggio attraverso il lifestyle e le tradizioni che rendono la nostra cultura unica.

@gnambox, @gilmourrm, @matteoacitelli, @maldemar, @thecuriouspear, @symmetrybreakfast, @whatitalyis, @vanni74: questi gli Instagrammers che con i loro caricamenti sul terzo Social Network al momento più influente dopo Facebook e Youtube, hanno reso possibile l’allestimento di #ADAYINITALY, prima esposizione di opere tratte dal mondo dei social nella nostra capitale.

Da città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, ai suggestivi panorami di campagna di Castelluccio di Norcia o marittimi come quelli di Santa Severa o del Circeo, passando per le colazioni con caffè e cornetti e le insegne di negozi nelle vie pittoresche di borghi e città… #ADAYINITALY riesce ampiamente nel suo intento e vince la scommessa: attraversare lo stivale italiano da nord a sud in un solo giorno è possibile! 

La mostra, nata dal social, trova su Instagram anche il suo epilogo: è possibile, infatti, scattarsi un selfie avendo come sfondo l'immagine che più ci ha colpito durante la nostra visita! 

La mia, naturalmente, è quella del paesaggio notturno umbro in cui in primo piano, davanti all'enorme distesa di fiori colorati, vi è un papavero! 

Per info sulla mostra, potete consultare la pagina Facebook, profilo Twitter e, ovviamente, Instagram dedicati. 








Canale youtube: Bea Withcoffee 

Blog: Bea with coffee

E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!




                                         





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AMAtriciana solidale

I più salutari si opporranno, eppure, ve lo assicuro, mai un piatto di pasta ha fatto così bene. Magari non allo stomaco, ma almeno al cuore.

Sì, perchè oggi vi scrivo di un'iniziativa che ha preso luogo la scorsa settimana in vicolo Savelli a Roma, a due passi da piazza Navona, dove, nella storica pizzeria La Montecarlo, si sono uniti dodici attori per fare della beneficienza a favore delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia poco più di un mese fa. Oggi servo io è il nome del progetto che ha visto diventare camerieri per una sera, fra gli altri Alessandro Gassmann, Sabrina Impacciatore, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Raoul Bova, Anna Foglietta, Claudio Amendola e Edoardo Leo.




Dopo una fila durata un paio d'ore, una volta entrati nel locale, i clienti si sono trovati alla loro destra i volti tanto amati dello spettacolo, quei volta che siamo soliti vedere in televisione: Mastandrea che serviva pasta all'amatriciana, Amendola che grattava il formaggio, la Foglietta e Gassmann a servire da bere. Arrivati in sala, tra un selfie e l'altro, a ripulire i tavoli vi erano, invece, l'Impacciatore ed Edoardo Leo. 

Tutti sfibrati dai ritmi del locale, ma non abbastanza per venir meno al loro compito da personaggi pubblici, gli attori si sono dimostrati sorridenti e disponibili, cordiali e giudiziosi nei panni di quel mestiere che non è loro. 

Una splendida iniziativa, dunque, l'Amatriciana solidale per far felici i fan compiendo una buona azione e per rendersi utili tramite quella fama, spesso lungamente attesa, che non sempre, da sola, è in grado di riempire i cuori delle persone che la posseggono.
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Cronache di un Centro Estivo - L'avventura di Snapchat

Per la serie Cronache di un Centro Estivo, oggi ho deciso di raccogliere in questo post tutti i disegni che i bambini hanno realizzato utilizzando la matitina, i disegnini e le decorazioni per indicare la posizione di Snapchat, con la firma del relativo artista. 




Disegnare con il mio telefono in breve tempo, soprattutto per i più piccini, era diventata un'attrazione irresistibile, un piccolo premio a cui tutti aspiravano, un modo per riempire i momenti vuoti.


Sebbene ormai sia passato quasi un mese da quando questa avventura splendida è terminata e ormai i miei ccccciovani amici siano tornati dietro ai banchi di scuola o ai giochi della materna, mi sento ancora profondamente legata a loro e al loro modo d'agire, di pensare, di comportarsi, senza pensieri e senza problemi. Il bello dei bambini è proprio questo: è con la loro semplicità che rendono speciale ogni attimo che vivono, ridono quando vogliono ridere e piangono quando sono tristi. Se cercano attenzione non fanno nulla per nasconderlo, sempre così decisi nelle loro insicurezze e indecisi nelle incertezze, senza mai nascondersi o pensare al futuro come fosse un mostro. Immaginarlo soltanto come un domani da vivere dopo un oggi da ricordare, sì, ma senza troppa ossessione. 




Da grande, io ho deciso: voglio essere una bambina.





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Il linguaggio segreto dei fiori

"I loro baci risuonavano umidi e aggressivi e arrivavano così nitidi fino a me da sembrarmi avide dita in cerca anche delle mie labbra, del mio collo, del mio seno."

Titolo: Il linguaggio segreto dei fiori
Autore: Vanessa Diffenbaugh
Casa editrice: Garzanti
Numero pagine: 359
Prezzo: 18,60 euro
Trama: Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. 

Letto tutto d'un fiato in un paio di giorni, Il linguaggio segreto dei fiori è un libro che attrae e incuriosisce dalla prima all'ultima riga. Narra della storia di Veronica, ragazzina orfana che dalla più tenera età si trova a vivere in solitudine. Più di una volta ha tentato di farsi adottare da qualche famiglia, ma in un modo o nell'altro, talvolta a causa sua, non è mai riuscita a trovare la stabilità familiare ed è sempre stata costretta a rientrare all'orfanotrofio. Un giorno, però, l'incontro con Elizabeth stravolgerà la sua vita. Abituata a vivere da sola, non riuscirà subito a comprendere quanto l'essere e il sentirsi amata da questa donna che l'ha adottata possa riempirle il cuore di gioia. Farà di tutto per andare via, perchè spesso l'abbandonarsi ai sentimenti può essere scambiato per fonte di debolezza e, dunque, capita di ritrovarsi a temere qualsiasi rapporto di questo genere.  
Proprio grazie ad Elizabeth, però, Veronica scoprirà il modo che più le si addice per lasciarsi sfuggire le emozioni: sono i fiori che, con il loro linguaggio, permettono i comunicare in maniera poetica, ma comunque chiara. Del linguaggio dei fiori, inoltre, è possibile trovare un dizionario all'interno del libro e, per i più appassionati, cercando su Internet mi sono imbattuta in uno ancora più ricco di definizioni, disegni e citazioni tratte dal libro.

"Lui riusciva a punzecchiarla in modo incoraggiante, senza sminuirla."


Pagina dopo pagina, il lettore scoprirà, grazie all'alternanza di alcuni capitoli composti interamente da flashback il passato della protagonista e della donna, Elizabeth, che per un periodo, seppur breve, ha rappresentato la sua famiglia. Negli altri, invece, la storia e la vita di Veronica continueranno a scorrere con nuove e vecchie conoscenze, con la ricerca di un lavoro e la capacità d'adattamento, con la determinazione che contraddistinguono la protagonista di una storia come, forse, tante, narrata con una verosimiglianza molto curata che, come racconta la scrittrice in un'appendice posta alla fine del libro, è dovuta alla vicinanza con numerosi orfanotrofi e all'adozione di alcuni bambini da parte della sua famiglia.

Scritto in maniera scorrevole e chiara, pur non essendo una pietra miliare della letteratura, riesce a incantare il lettore, portandolo in un mondo di natura, colori e profumi. Emozionante, tocca ogni sorta di sentimento: si parla di amanti, di madri e di figlie, anche adottive, sottolineando soltanto il profondo aspetto che lega le persone, nonostante i vincoli di sangue siano, talvolta, inesistenti. 

"Avrei voluto urlarlo che non avevo mai amato nessuno e chiederle di spiegarmi come ci si potesse aspettare che una donna incapace di amare diventasse una buona madre. Ma anche questo non era vero. Avevo amato molto, più di una volta, però avevo riconosciuto quel sentimento solo dopo aver fatto tutto ciò che era in mio potere per distruggerlo."

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Eh, sempre di domenica!





Che poi io davvero, lo giuro, non vorrei essere così terribilmente nerd. Questa domenica, però, come la scorsa sono ricaduta dell'enorme buco nero del pc: sono imperdonabile!

La verità è che le nuvole grigie e il tè ( verde freddo, ma pur sempre tè), mi fan ripensare all'autunno, periodo in cui lettura, studio e pc rappresentano le basi per un pomeriggio perfetto. Non solo: il fatto che avessi robbbbe arretrate da riordinare ( tutte riguardarti i libri, quindi hanno su di me lo stesso effetto di una calamita, aiuto!) non ha di certo migliorato la situazione.

Così, presa un po' da una wishlist di libri da leggere e da comprare sempre più in espansione e un po' dai social libreschi sui quali ho puntato nuovamente gli occhi dopo un bel po' di tempo, sono finita qua, davanti allo schermo a scrivere post su libri letti secoli fa, di cui presto pubblicherò le recensioni, e a far mente locale su tutto cciò che mi circonda. 

Come forse avrete notato sfogliando la pagina I'm here!, nella quale ho deciso di inserire tutti i miei contatti, oltre ai Social ordinari ce ne sono altri "settoriali": Chicismo ( che presto abbandonerò) e Chictopia sulla moda e sugli outfit e Anobii e Goodreads sui libri.

Proprio degli ultimi due ho deciso di parlarvi oggi. 


Entrambi, molto simili fra loro per funzione e dinamiche, sono detti Social Reading ( come, fra gli altri, anche Shelfari e Librarything), poichè hanno in comune il fatto che gli utenti, siano lettori, più o meno appassionati.

Basta un'email o essere presenti in un Social Network come Facebook o Twitter per iniziare a porre libri nella propria libreria: non solo ebook, ma è possibile inserire ogni sorta di titolo! 
Inserendo il titolo o l'autore di un tomo, sarà possibile cercare il libro che avevamo in mente o, per i più pigri, talvolta basterà avvicinare la camera del cellulare ( è possibile, infatti, scaricarne le applicazioni) sul codice a barre del volume e basterà semplicemente aspettare qualche secondo.

I libri nella libreria possono avere, però, molteplici funzioni: dalle letture correnti, a quelli già finiti e, talvolta, a discrezione del singolo utente, recensiti; fino ad arrivare a inserire in libreria volumi che abbiamo e che nei migliori casi ci guardano accigliati da uno scaffale in attesa di essere letti o, addirittura, che abbiamo nella nostra wishlist in attesa che, per portafoglio nostro o di qualche amico particolarmente generoso, arrivi sul nostro comodino.
( Ottima idea è, lo dico per gli amici generosi, dare un'occhiata alla wishlist prima di Natale o di qualche compleanno.)

Tutto sotto controllo e alla portata di chiunque, questi due Social Reading, resi famosi poichè acquistati da Mondadori Anobii e da Amazon Goodreads, risultano essere ordinati e intuitivi nonostante quest'ultimo venga proposto soltanto in lingua inglese.

Lettori appassionati, dunque, al mio segnale, iscrivetevi! E aggiungetemi pure agli amici!

Goodreads, Beawithcoffee ( perchè come al solito viva la fantasia!)

Anobii, Biatricetominic


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D'amore e ombra, Isabel Allende

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Titolo: D'amore e ombra
Autore: Isabel Allende
Casa editrice: Feltrinelli
Numero pagine: 244
Prezzo: Appena trovo vi scrivo, la mia è un'edizione del 1993 ancora in lire 

Trama: Sullo sfondo dell’inquieto scenario della società cilena, il sorgere di un amore tra due giovani giornalisti impegnati in una pericolosa indagine. Evangelina, una ragazza di facoltà medianiche, sparisce all’improvviso sequestrata dalla polizia. I due giovani, Irene e Francisco, si mettono alla sua ricerca, percorrendo una triste trafila che li porta dai commissariati alle carceri, dalla morgue ai campi di concentramento, mentre l’incubo della dittatura si fa sempre più incombente. 


Complice la sua biografia e l'amore che nutro per l'America Latina, sua terra d'origine, Isabel Allende risulta essere la mia scrittrice preferita. Ogni suo libro tratta di storie di famiglie, staffette immaginarie tra i personaggi di stirpi che si perdono nel tempo che affrontano gioie e dolori personali, ma che vedono anche scorrere sotto ai propri occhi la storia del proprio Paese e del mondo che cambiano a causa di guerre, dittature e colpi di Stato.



Oggi, però, vi scrivo di un libro che non è una saga familiare, bensì la storia di due giovani, Francisco, fotografo, e Irene, giornalista per una rivista di moda, che, nell'orrore della scena politica cilena, si trovano davanti ad un terribile e raggelante mistero, presagio di ciò che sta per succedere in seguito nel Paese.

Il primo, figlio di un professore scappato in esilio in Cile anni prima, è l'ultimo di tre fratelli maschi, amato in maniera smisurata dalla madre con la quale vive un rapporto quasi di simbiosi. La seconda, invece, risulta essere esattamente l'opposto della madre che, di famiglia ricca, viene rappresentata come un personaggio che abita nella sua gabbia dorata che ignora, o che si sforza di ignorare, il cambiamento politico del suo Paese e le ingiustizie che esso porta. La donna, abbandonata dal marito quando Irene era ancora piuttosto piccola, ha cresciuto sua figlia con la governante, Rosa, che più è riuscita a capire e ad instaurare un rapporto solido con la giovane giornalista. Insieme le donne sono riuscite a mantenere una casa d'accoglienza per anziani, un piccolo Eden che ignora il mondo esterno nel quale si è ritrovata a vivere anche Irene fino al momento in cui, a causa della scomparsa di una ragazza di cui stava seguendo la vita per motivi professionali, non si trova ad aprire gli occhi e a lasciarli sgranati, impaurita da tutto ciò che non immaginava esistesse dietro al suo Stato e dietro alle divise, fino a poco tempo prima simbolo d'amore grazie al suo fidanzato soldato.


Letture al mare

Ben presto i due inizieranno un'indagine per portare a galla altre verità nascoste e insabbiate, corpi di persone considerate scomparse e censure alle quali si era sempre dato poco peso in precedenza: il mondo come Irene non lo aveva mai immaginato e come Francisco temeva che fosse.

Una lettura scorrevole e interessante, che sprona il lettore ad effettuare ricerche sulla storia geopolitca del Paese in cui è ambientata la narrazione. Purtroppo, però, personalmente ciò mi porta a rallentare la lettura intenta come sono, con naso davanti al pc o telefono fra le mani, a scoprire qualcosa di più di ciò che viene descritto fra le pagine e a dare una risposta alla domanda:" sarà successo veramente anche questo?"

Rimpiango solo una cosa della lettura di questo libro: non sono riuscita a dare un volto ai personaggi. Gli abiti, il portamento ed il modo di fare non sono più un segreto per me eppure, mentre raffiguaravo nella mia mente le varie scene del libro, tutti sembravano essere come la signora in Tom e Jerry: corpi senza volto.

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Aridaje.

Da troppo tempo non mi occupavo di questo spazio di mondo. Da troppo tempo non trovavo un attimo di tempo per stare al pc. 

Non pubblicavo qualcosina da moolto tempo: da prima che occupassi il mio tempo in lavoretti saltuari, da prima che creassi una nuova collezione di magliette ( di cui vi parlerò a breve), da prima che alcune persone tornassero per poi andarsene di nuovo senza lasciare il minimo vuoto ma la riflessione sui motivi per cui non ne avessi fatto a meno fin da subito, da prima che la sessione estiva si aprisse e si chiudesse per me nell'arco di una sola giornata, da prima che iniziassero gli europei di calcio che wow, che rivelazione l'Italia, ma che peccato contro la Germania non siamo riusciti a vincere. Da prima che andassi al mare e diventassi color aragosta, da prima che iniziassi ad ascoltare Calcutta che invece mi piacerebbe andare a sentire venerdì prossimo in concerto, da prima che bo, sono successe talmente tante cose che faccio fatica a ricordarmele tutte che poi quest'elenco è già troppo lungo e preferisco fermarmi qui.

Ah, sì. Da prima che aprissi un account su Snapchat che a volte utilizzo compulsivamente tutti i giorni più di una volta al giorno, mentre altre lo lascio lì a fare la muffa senza neppure dare un'occhiatina di striscio alle vite degli altri di cui, poi se andiamo a vedere, non mi importa neanche più di tanto, impegnata come sono a cercare di far quadrare e farmi piacere la mia.

Come si vede da ciò che ho scritto, dalla punteggiatura ( quasi) inesistente, dalle parole che sgorgano tipo cascate del Niagara, dal flusso di coscienza che neanche fosse la nuova Joyce, sto scrivendo di getto, un po' perchè non mi va di pensare troppo a ciò che scrivo, un po' perchè questo è un post aggiornamento come tanti dopo le mie lunghe e frequenti assenze e quindi funge tipo da diario, ma diario non è perchè alla fine di mio strettamente personale ho scritto ben poco. 

Libri da recensire ne avrei, forse un paio, ma mi auguro di averne presto tre perchè non vedo l'ora di finire quello dell'Allende, che sta passando troppo tempo fra le mie dita e le case degli altri e la sabbia e la crema solare ma anche l'acqua abbronzante perchè ormai un po' di sole l'ho preso e gli smalti dai colori estivi e che ormai ha preso il posto di una parte del corpo, tipo lo smartphone per Fedez e JAx.

Se state leggendo questo ennesimo sproloquio è perchè mi conoscete e sapete che in fondo, nonostante i secoli di silenzio, ritorno sempre: come le onde del mare, i peggiori incubi e la peperonata, che detto così non è troppo poetico ma è pur sempre una delle poche certezze che possiamo vantarci d'avere in questo mondo.

Termino così questo aggiuornamento della mia vita di cui, probabilmente, non importava nulla a nessuno ma che mi ha fatto piacere scrivere perchè fa sempre bene fare il punto della situazione una volta ogni tanto.

Vi lascio e spero di riprendervi presto perchè mi mancava tutto questo e mi manca dedicarmi al blog, nonostante tutto il bello che c'è fuori dalla camera e lontano dalla scrivania.

Scottata dal sole e dalle scelte sbagliate, concludo il post come se fosse una lettera, tanto sono informali queste righe, 

Beatrice
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Le opere più belle della mostra su I Macchiaioli

Dal 16 Marzo al 4 Settembre il Chiostro del Bramante a Roma ospita una mostra sulle opere dei Macchiaioli, molte delle quali arrivano da collezioni private, di cui ho avuto modo di parlare già qui 

Come anticipato nell'ultimo post, pubblico di seguito quelle che, fra le opere esposte, mi hanno più colpito e mi sono più piaciute. Purtroppo non era possibile scattare foto durante la visita, per cui ho dovuto rintracciare tramite internet i quadri avendo, in alcuni casi, scarso successo. Lascio comunque, alla fine delle immagini, una lista dei numerosi lavori che mi hanno affascinato ( nonostante non li abbia trovati in rete).

Tra gli ulivi di Settignano, Signorini
Place du tertre, Zandomeneghi

Le gramignaie al fiume, Cannicci


Cucitrici di camicie rosse, Borrani


Dolce lettura, Borrani
Arno alla casaccia, Abbati
Le boscaiole, Fattori 
Alzatina con arance, Ghiglia

Madre e figlio che dormono, Ghiglia
Figura femminile con cappello di paglia, Ghiglia 
Olivi e cipressi, Abbati
Barche alla fonda, Fattori
Marina, Stevens
La mer enviros de Paris, Raffaelli
Campo di neve, De Nittis
La maison en briques, Claus



Voi avete avuto modo di visitare la mostra? Quali quadri vi hanno più colpito?








                                                                                     


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